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franchini

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Benvenute, benvenuti nel sito ufficiale di franchini.

In questo sito sono pubblicati scritti di franchini; con particolare riferimento alla  drammaturgia e alla poetica.

I manifesti : il segno,   per napoli  o non napoli, arte nell’evoluzione,eutopia”, “comunque liberi ovunque”,  non sono riportati.

Gli interventi politici (pubblicati su periodici o sul social netwotk facebook)i diari, gli  editoriali su pensalibero.it,  sono pubblicati in  DIARISTICA.

Il sito è nella sola lingua italiana nel presupposto   che quanti vi accedano, per la tipologia letteraria dello stesso, ne abbiano conoscenza  e gradiscano leggere le opere nella loro stesura originale.

prologomeni a una rivoluzione e brani del canzoniere sono scritti  in lingua napoletana.

Dal link pittura   si   accede ad una "striscia" di opere o del  2006 /  2008, oltre l'eroe del 1969; per esemplificazione rappresentativa dellopera pittorica di franchini; autore presente nelle collezioni di circa trenta musei internazionali.

Sono graditi commenti e contatti.

Grazie per la visita.

 

 

 

franchini

 

 il giorno del 75° compleanno 

 

 

 

Sulla pista del vivere. Oggi irrompo. Nella dirittura di arrivo. Caracollando.

Pure. Non più capace. Di distinguerne e calcolarne la lunghezza.

Se corta o lunga. Di certo. Corta.

Si affaccia. Il ricordo di mio padre. Che si angustiava. Del tempo. Degli anni trascorsi. Senza rivedere. Un amico. Un alunno. Quelli scomparsi. Ormai.

Con imitazione. Oggi. Mi riporto. Alla sezione D. Del “Mercalli”. Ai miei. Compagni di banco. Dario e Gino. A Federico. Compagno di irrealizzate avventure. Al mio adorato nonno Adolfo.  Di domenica. Davanti al teatrino dei burattini. A mio nonno Umberto.  Ignoto tra gli ignoti. In Redipuglia. Ad Anna Maria. Al parto dei  miei figli. A quanti di cui non seppi. Rispettare l’amore.

In un ubriacatura di  immagini. Sgualcite dai rimpianti.

Sconvolto. Al rendiconto Da quello che scrisse. Cinquanta anni or sono. Girace. Critico acuto. Di ingegno superbo. Che mi onorò: “letterato e filosofo, Franchini è un giovane artista di sconcertante intelligenza”.

Così. Fustigo.  Con  un “je accuse”. La vita che venne. Trascorsa. Tra contraddizioni. Mai incoerenze. Travolto. Dall’ambizione. A una critica del “se”. Del mio fare. Della mia irrisolutezza. Ad essere. “coscienza del se “. Assillante. Per alcuni versi paralizzante. Un “je accuse”. Risolto nel rifiuto/preminenza. Della “sconcertante intelligenza”.

Rifiuto. Trascinato nel “non ricevere”. Per confondersi. Nella solitudine del “non dare”.

Pure. I quindici ultimi anni. Soggiogati. A vessazioni. A oltraggi. A impedimenti. Volti. A demolire il  “mio creativo”.  Tutti inenarrabili. Portatemi da mentecatti. Di ogni genere. Di perbenisti. Indecorosamente famelici. Che svolazzano. Tutelati da orpelli. Di arroganti preminenze. Di orge di impurità morale.

Di essi mi taccio.

Per essi ho disprezzo. A questi. Comunque. Auguro la redenzione. Nel dolore salvifico.

Sì! Sono un aristocratico. Come tale detesto. Gli elitari. I despoti. I servi. I santi. I martiri. Gli eroi. Le sconce conventicole. 

Quindi. Lo squillare. Di trombe. Le vendite. Delle innocenze. Delle rievocazioni. Dei morti.

Venero. L’uomo. La sua potenza. Di costruire in se. Universi.

Per questo. Detesto le equazioni. Che lo confinano. Lo scientismo. Che  devasta i feti. Il diritto. Che pretende esclusioni.

Detesto. L’accozzaglia. Di biechi cialtroni. Che smerciano ignoranti sapienze. Che si dedicano ad ingannare. Ingannandosi.

Amo. I semplici. Gli umili nell’opera. Che. Non hanno intolleranze. O abulie. Che. Praticano e praticheranno. La coscienza. Nell’ “altrove”.

Proseguendo. I miei manifesti giovanili (“il segno”, “per napoli o non napoli”, “arte nell’evoluzione”, “eutopia”, “comunque liberi ovunque”). Ho concluso. Il mio percorso ideale. In “chiamo i compagni alla lotta”.  Per il quale. Invoco. Nuovamente. Il dono. Di lettori attenti.

Il resto. Il più. Ë. Nei miei dipinti. Nei miei scritti.

So che. La curiosità: Mi avvince e mi logora.

Qualcuno. Ha detto di me. Che. “scortico della pelle”.

Sebbene stanco. Ne sono ancora capace. E. Invero. Quale aruspice. Dell’uomo si apprende la storia. Dalla intimità. Delle sue viscere.

Qui. Termino. Senza. Inganno di eterno. Perché. So. Che questo scritto. È. Un “gioco”. Di tempo breve.

Quand’anche. Tra cento milioni di anni. Ce ne fosse memoria. Si frantumerà. Ghiaccio. Nel freddo. Del sole spento.

Si voglia. O. Non si voglia.

Brindate! Dunque. Felici inconsapevoli.

Brindate! Al mio niente.

 

 

 

 

 

franchini

 

 

il manifesto

 c

chiamo i compagni alla lotta

 

 

 

La lotta. Non il combattimento.

La lotta modula le sinuosità. Le articolazioni congiunte. Della consapevolezza e dello sforzo. La indissolubilità. Dei fini e dei mezzi.

Nella flessuosità del suo principio. Il principio di lotta. Si addensano. Si condensano. Le propensioni alle percezioni. Sulla condizione umana. Sulla sopravvivenza. Come specie.

Sulle possibili destinazioni dell’energia vivente. Nelle forme del caos. Principio e riferimento.

Il principio di lotta. Ha agitato e animato. Le solitudini sacrificali. Pensose. Di dediche. Alla rivelazione della unità. Tra. Irrisioni e abbandoni. Tra. Gogne e  soprusi.

Prelude all’esilio. Dalle pratiche sociali.

Alla messa al bando. Da parte di quelli. Che lo degradano. A strumento di presunzioni. Dedite. Alla preminenza.

Il principio di lotta. È il vibrato. Della. Rivoluzione in cammino.

Insito. E tratto. Nella morfologia del cosmo. Infinitamente. Irrisolto o multiverso.

Tra. I vari contrappunti. Tra. Materia nota e ignota. Tra. Origini supposte. Tutte. Atti di fede. Di divinità o di scienza.

La rivoluzione in cammino. Scandisce le incognite. Filtrate dalle generazioni. Che. Il modo del cammino dispone. Nella coscienza.

Etica della sopravvenienza.

La rivoluzione in cammino. È. Infestazione di pulsioni. Sempre mutanti. Escogitazioni di creatività.

Oltre il linguaggio. Oltre le equazioni.

Infestazioni. Trasmesse con soffi  bocca a bocca. Di stordimenti.  Per disperdere le pretese di definitività. Per le quali si dispiegano. Le categorie.  Di nozionisti. Di burocrati.

Nella modernità. Poi contemporaneità. Le scienze sono l’ala protettiva. Della fomentazione delle categorizzazioni.

Filiate dalla esigenza. Di confinamento delle attività umane. Praticato. A missione  della società liberista. Di classe.

Le scienze. Sociali. Quindi istituzionali. Hanno distratto dalla capacità.

A ragione della funzione. Il merito. Per pretesto.

Sancendo obbligatorietà di percorsi. Di accoglimenti. Di riconoscimenti.  Per conseguire. La speranza di felicità.

La speranza. È. Il più perfido  tragitto del dominio. La più  terrificante delle depredazioni.

Utile. A razziare  costellazioni di volontà. Di pulsioni. Di superamento dei confini.   Nel fine. Di una immaginifica felicità.

Di una felicità. Di trascendenze o di sensorialità.  O. Di entrambe. Dei sospiri.  Del gusto. Dell’olfatto.   Dei sensi. Snaturati. Della incisività cognitiva. Della sensualità. Del vizio.

La felicità brada.  È. L’abiezione della coscienza. La intolleranza alla coscienza.

Alla  felicità. Si sono dedicati. Paventati. Praticati. Costrizioni e terrori. Si è  annichilita la comunità umana. Inebriandola di postulati morali. Da poi violentare. Per pasti di libertà. A buon prezzo.

Le categorie. Sono. Le gabbie della servitù.

Il principio di lotta. In se. Ne propugna. Ne fomenta. La soppressione.

Per. Una comunità di confluenze. Delle capacità. In propensioni e determinazioni. Nella uguaglianza di possibilità.  Nella universale disponibilità. Di pratica e di trasmissione.

Il principio di lotta. È.  Vigile. Verso l’avverarsi. Di una comunità/società   cibernetica. O. Ancor altra. Successiva e diversa. Postulata su gerarchie. Di nuove forme di schiavismo. Con il mezzo dell’impossessamento. Delle tecniche. Di comunicazione. Di persuasione. Di controllo.

Il dominio. Esso stesso. Fagocitate e disperso. Dallo sviluppo/evoluzione delle tecnologie. Su cui si fonda e si fonderà.

Emergerà il degrado. Dissolvimento. Della società o della consapevolezza. O. La robotizzazione umana. O. Il regresso barbaro.

La rivoluzione in cammino. È. Riflessione dominante. Su questo possibile destino. Dove.  I lignaggi saranno manipolati. Le costumanze deviate e asservite. Una genetica devastante. Impedirà. L’antro creativo dell’umano. E. Con esso. La diversità.

Sarà  Il servaggio. Obbligato. Prostato all’idolatria. Di simil-dei o simil-macchine.

La rivoluzione in cammino. È. Antitesi. Contrasto indefettibile.  A ogni ipotesi futuribile. Di robotizzazione umana.

La rivoluzione in cammino. Non riforma. Invoca le stratificazioni. Nel mentre. Incita e provoca le destinazioni.

Perché la ciclicità. Dell’interesse di tutti. Promosso. Alimentato da ognuno. Converga. In  gravitazione. Verso. Le esigenze di ciascuno.

Dove sia. Occorrenza di doveri. E. Prevedibilità di diritti. Non rabberciamenti di sopravvivenza. 

Nella indipendenza.  Delle stirpi e  dei territori. Nella indispensabile. Imprescindibile. Varietà di culture. Non mistificate o confuse. Nella onerata. Distinta. Tutela planetaria.

Modellata. Sull’armonia. Tra vissuto e vivibile. In comune urbanizzazione dei bisogni.

La rivoluzione in cammino. È. L’unità nelle antitesi. La crisi . Nella percezione. Nella cognizione. Nella consapevolezza. Nella conoscenza.

Infine. Nella coscienza creativa. La ultra scienza. Orizzonte dell’oltre scienza.  

Modellando la progressione. Di consessi decisionali. Non preclusivi.

Una res publica concentrica. Una comunità universale. In unione.  Dove. Gli impulsi della coscienza.  Acquisiti. Tutelati. Si promanino. Onde.  Verso.  Altri. Nuovi. Per altre somme.

E. Vi rimbalzino per il ritorno. Poi. Nuovamente. Per innumerate volte. Riandando. E. Ritornando.

Senza mai limite ultimo. Nel condenso. Di energie perenni.

Cosmogonia. Della rivoluzione in cammino. Del principio di lotta. 

 

 

Questo mio divagare è sospinto dall’amica che non vissi. Ma. Che mi accompagna. Affiancandomi.

Louise Michel. La santa rossa.

  

 

sito aggiornato al 1 agosto 2020