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GLI  ADAGI

 

 

Ho da anteporre al cortese lettore che gli “adagi” sono dei divertissements provocati dal coinvolgimento commotivo nell’ascolto di arie o canzoni (le più, “barocche”).

 

Non possedendo alcuna nozione di grammatica musicale (sebbene discendente dai Cosentino – Lucio, Alfonso, Nunzio, Mario - musici in Napoli sin dagli inizi dell’ ‘800 e oltre metà ‘900)  ho elaborato i testi fondandoli (adagiandoli) sulle sonorità della linea di canto, sulla sillabazione del testo originale (a volte, comunque, alterandone quantità, quindi cadute di accenti), sulla sequenza dei “segnali” musicali sul pentagramma.

 

Ho cercato, quindi, di coniugare la percepita  linea di canto con una drammaticità lessicale/esistenziale di scrittura, pure ritenendo insuperabili i flussi concettuali espressi dalla partitura.

 

Non essendo un musico non ho potuto mettere in essere né la cura ad armonizzare la linea di canto, né a farne arrangiamento ovvero ri-scrittura.

 

Ne chiedo scusa. Grato a chi vorrà adoprarsi, per propria sapienza, a rendere musicalmente attuabili i mie “adagi" (invitando a darmene comunicazione, essendo i testi depositati).

 

 

dedica

 

“terminata alle cinque della sera dal povero Cosentino

 solo sulla terra”

 

(Nunzio Cosentino, in fine della partitura originale di una sua sinfonia – intorno al 1855, Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Maiella, in Napoli)

 

 

links di accesso ai testi

(con pdf scaricabile)

 

 

sfoglia la roccia io ho solo tela folliapiego le mie parole sogno non c'èsenti mi vedi fuggi

lontano rimpiantosperi la breve attesa pronto a pietàspero la notteno!soffi sui fuochi